Gli studi in materia di diete dimostrano che gli individui che decidono di adottare una strategia alimentare definita da regole e restrizioni sono per il 90-95% dei casi pazienti con un eccesso di almeno 15- 20 chilogrammi o una massa grassa superiore al 25% del proprio peso.

Altro dato fondamentale è che l’80 % degli individui che decidono di intraprendere una dieta pretendono di vedere risultati entro in primi 20 giorni. La mancanza di tali risultati intermedi infatti provoca un’alta probabilità di abbandono del metodo con il conseguente fallimento della persona e della sua possibilità di raggiungere uno stato di benessere salutare.

Il danno maggiore che deriva da questo fallimento è che il paziente diminuirà la fiducia in se stesso, tenderà a essere completamente disincentivato ad intraprendere nuove strategie alimentari e rischierà di cadere in uno stato depressivo forte.
 
Per limitare questi danni la Fondazione Dieta Zero e il proprio staff scientifico hanno studiato la possibilità, spesso usata in medicina, di introdurre una soluzione che implica degli svantaggi per l’organismo ma in proporzione minore rispetto ai vantaggi offerti.

Nello specifico Dieta Zero permette di far precedere lo stile  alimentare vero e proprio da un periodo di boosting basato su un  approccio chetogenico.
 
La chetosi è il processo attraverso il  quale si porta l’organismo a consumare le scorte di zuccheri ancora in  circolo, evitando di introdurne di nuovi. Una volta finiti quelli in  circolo, l’organismo andrà a consumare proprio le scorte disponibili  sotto forma di massa grassa che si andrà così via via riducendo.
 
La  Chetosi è sicuramente un processo dannoso al corpo, è uno svantaggio  che non fa bene perché mette in circolo corpi chetonici che sono corpi  tossici e creano tossicità nel sangue. Come già anticipato però in  alcuni casi drammatici, una chetosi controllata a livello medico e  seguita per un massimo di 14 giorni coadiuvata da sostanze naturali con  funzioni altamente drenanti e purificatrici può essere l’unica vera  soluzione per risultati veloci e non implica rischi per la salute  dell’individuo.
 
Un approccio chetonico infatti fa ottenere risultati grandiosi in termini di:

  1. Veloce ed immediata perdita di peso
  2. Convinzione della bontà del metodo
  3. Aumento della fiducia in se stessi
  4. Miglioramento dell’autostima
  5. Fiducia nel professionista che la consiglia

A fronte di un piccolo svantaggio quindi, l’approccio chetogenico è in grado di conferire al paziente quell’entusiasmo e quella fiducia in se stessi necessaria a proseguire con un regime alimentare equilibrato e completo, ma utile a ritrovare una perfetta forma psico-fisica.
 
Per i motivi sopra citati, Fondazione Dieta Zero e il suo team scientifico, dopo aver analizzato e misurato con attenzione i vantaggi e gli svantaggi di un approccio chetogenico TEMPORANEO ha introdotto la possibilità (non il bisogno assoluto) di far precedere il sistema alimentare Dieta Zero da un periodo limitato di chetosi finalizzato esclusivamente a ottenere risultati veloci incidendo positivamente sulla psicologia dei pazienti e ridurre in maniera esponenziale la possibilità di generare fallimento.